Oltre la Scrittura: L'Arte di Victor Hugo
Come da un quadro visto in una mostra, ho scoperto un altro lato di uno scrittore amato.
Romanziere, politico, pensatore, poeta, drammaturgo, considerato anche il padre del Romanticismo Francese. Ma in quanti sapevano della sua anima artistica?
Ebbene sì, Victor Hugo fu anche un incredibile disegnatore e pittore.



Qualche giorno fa ho visto una mostra alla GAM di Torino intitolata NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni.
Un percorso espositivo che esplora la notte come spazio di sperimentazione tecnica, riflessione scientifica e introspezione poetica dall’inizio del XVII secolo fino alla contemporaneità. Ordinata tematicamente, la mostra invita a una riflessione sul fascino del notturno come luogo di ambiguità, mistero e scoperta, in un costante dialogo tra razionalità e sentimento, scienza e visionarietà.
Si passa dalle ricerche seicentesche di Galileo e Maria Clara Eimmart in dialogo con opere di Johann Carl Loth, Giuseppe Antonio Petrini, e Antonio Canova, fino a visioni cosmiche contemporanee. La mostra dà anche ampio spazio all’Ottocento romantico e simbolista e al Novecento onirico, con opere di Marc Chagall, Odilon Redon, Jackson Pollock, Pablo Picasso e… Victor Hugo!
Ho avuto modo di scoprire la sua arte proprio in questo percorso espositivo e devo dire che ne sono subito rimasta ammaliata. Questo mi ha spinta a fare delle ricerche e mi sono accorta, con sorpresa, di quanto il suo genio non sia riscontrabile solo da un punto di vista letterario e teatrale, ma anche artistico. Avevo voglia di condividere un po’ quello che ho scoperto in questo mio spazio, nella speranza di offrirvi una visione nuova di uno scrittore che, personalmente, amo moltissimo.



Victor Hugo era un autodidatta nel campo dell’arte e la sua era una semplice passione personale, uno sfogo creativo che si integrava perfettamente alla sua opera letteraria. Ci sono, infatti, diversi fogli dove accanto ai pensieri compaiono alcuni schizzi di castelli o rovine.
Amava sperimentare nuove tecniche e utilizzare una vasta gamma di materiali: inchiostro marrone scuro o nero, carboncino, acquerello, ma anche fuliggine e caffè applicati sulla carta con l’uso diretto delle dita, o con piume, fiammiferi, stencil e altri oggetti.
A volte utilizzava ritagli di giornale per ottenere delle forme ben definite (sole, luna, ma anche un gallo!), e si dilettava anche con le macchie di inchiostro simmetriche, ottenute piegando il foglio a metà, una tecnica che richiama l’arte della kleksografia.




Teneva, però, le sue opere d’arte lontane dagli occhi del pubblico, perché non voleva offuscare il suo lavoro letterario. Gli piaceva condividere i suoi disegni con famigliari e amici, spesso attraverso l’invio di biglietti da visita o di auguri decorati fatti a mano, o in una sorta di souvenir dai suoi viaggi.
Dal 1834, infatti, riempiva regolarmente i suoi diari di viaggio con disegni a matita per immortalare luoghi e dettagli architettonici che lo colpivano e, giunto a destinazione, li copiava a inchiostro per inviarli ai suoi figli. Nonostante ciò, ottenne diverse lodi da numerosi artisti e letterati della sua epoca.
I suoi disegni, in effetti, sono considerati molto moderni e sembrano anticipare arte e tematiche del surrealismo e del simbolismo.


Alla fine dell’estate del 1850, allestì un vero e proprio studio nella sala da pranzo di Juliette Drouet, sua amante, ma soprattutto gli anni del suo esilio a Guernesey (1851 – 1870) furono caratterizzati da un’intensa creatività artistica.
Inizialmente i suoi lavori erano caratterizzati da uno stile piuttosto realistico, ma in seguito svilupparono una componente fantastica e spesso cupa, riflettendo la sua sensibilità romantica e gotica già visibile nei suoi romanzi e nelle sue poesie. Attraverso un uso ardito di luce e ombra, creò scene perturbanti e suggestive.
Atmosfere desolate, paesaggi urbani quasi spettrali, architetture fantastiche e figure inquietanti: tutto è reso con una particolare qualità onirica, una profondità psicologica e un forte senso di drammatica intensità. Nelle sue opere si respira un senso di decadenza e abbandono, ma anche un contrasto affascinante tra il sublime e il grottesco, nel tentativo di dare forma alle sue immagini interiori. Questo si riflette anche nei suoi paesaggi marini, in quel mare spesso in tempesta, popolato da mostri giganti o spaventose creature.
Ma non ci sono solo paesaggi, anzi. Hugo ha realizzato anche una serie di caricature, disegni semplici che deformano i tratti della figura umana in una chiave grottesca.



Un altro aspetto interessante della sua arte è rappresentato dai disegni ispirati alle sue opere narrative e alle tematiche politiche e sociali in cui credeva fortemente. Da un alto, infatti, possiamo trovare disegni collegati ad alcuni dei suoi lavori letterari, come I lavoratori del mare e L’uomo che ride, includendo anche la caricatura del giovane Gavroche de I miserabili. Dall’altro lato realizzò anche una serie di disegni raffiguranti impiccati dove si riflette la sua costante lotta contro la pena di morte.




Ritornando alla mostra di cui vi parlavo, prorogata fino al 12 Aprile, è esposto il suo disegno Le burg dans l’orage (1857) che sembra ispirarsi alle rovine di Falkenburg, in memoria del suo lungo viaggio sul Reno compiuto dall’artista tra il 1838 e il 1840, durante il quale rimase profondamente affascinato dai profili gotici dei castelli incontrati. Qui la cattedrale sembra sfaldarsi, inghiottita dalla tempesta e il cielo appare lacerato da aloni scuri.
Victor Hugo mi ha donato tantissimo con la letteratura. Personaggi come Esmeralda, Quasimodo, Frollo, ma anche Éponine, Fantine, Jean Valjean, Gavroche, Enjolars – solo per citarne alcuni – hanno lasciato un’impronta importante nel mio cuore. È uno scrittore che, a mio avviso, ha sempre saputo indagare nelle profondità dell’animo umano. Scoprire anche questo lato artistico di lui mi ha emozionato. Era già uno dei miei autori del cuore, ma con la sua arte è riuscito ugualmente a impressionarmi.
Spero che riuscirà a trasmettere qualcosa di speciale anche a voi.
Vi lascio di seguito alcuni siti dove ho trovato informazioni e immagini per l’articolo.



Bellissimo e interessantissimo approfondimento!